Consigli di Lettura: “Il Sentiero delle Babbucce Gialle” di Kader Abdolah

Iperborea, casa editrice fondata nel 1987 per portare in Italia la letteratura del nord-europea (soprattutto Paesi Scandinavi) è sempre una garanzia, ogni pagina profonde una ventata di poesia e brezza di mare.

Qualche settimana fa, Iperborea ha fatto un altro grande regalo ai lettori italiani, pubblicando Il sentiero delle babbucce gialle, il nuovo romanzo dell’iraniano Kader Abdolah, classe 1954, naturalizzato olandese dopo essere stato perseguitato dal regime dello scià e poi da quello di Khomeini.

Dopo aver mietuto successi con La casa nella moschea (2009), Kader Abdolah, cantastorie nostalgico, narra la vita dolente di un cineasta, Said Sultanpur, un persiano naturalizzato olandese, fuggito da due regimi.
Leggende e favole, letteratura e cinema si intrecciano al racconto degli anni di infanzia e poi della maturità del protagonista. Ragazzino sveglio, di famiglia borghese, con una passione innata per la fotografia, Sultan attraversa esperienze formative ed episodi drammatici.


Narrato in prima persona, diviso in 4 libri – dopo un Prologo e una Prefazione, Favola, Il cinema persiano, Gli anni della rivoluzione, Alla fattoria – affronta di petto le questioni socio-politiche dell’Iran diviso fra tradizioni secolari e la forzata modernizzazione a stelle e strisce, dall’ascesa dello scià, alla rivoluzione, dall’avvento dell’ayatollah Khomeini alla fuga per sopravvivere.
Sultan è un ragazzino con il talento dell’arte, da adulto diventa un cineasta apprezzato e famoso: le sue parole e i suoi racconti sono messi ben a fuoco, come quelle di un obiettivo. Preciso nei dettagli con qualche sfumatura nel “mito” descrive il commercio di zafferano del nonno, gli spiriti tutelari,  le lotte femministe della cugina Akram jun e l’amicizia del feroce bandito Hushang Braccio Mozzo.

“Quando sei giovane non ti rendi conto che in realtà i sentieri della tua vita sono già tracciati, e che devi semplicemente seguirli. Alcuni riescono a percorrerli fino in fondo, altri si fermano a metà e altri ancora ne vengono allontanati. Ma l’essenza non cambia: questo è il tuo sentiero e devi seguirlo. E vedrai tu cosa farne e cosa ricavarne.

Kader Abdolah rievoca con l’uso di una simbologia potente l’antica Persia e i mutamenti che l’hanno travolta mettendo in scena un uomo rimasto fedele al bambino curioso che era, ai suoi ideali, al suo percorso di artista e documentarista.

Perché questo titolo?
“Era un venerdì pomeriggio di sole quando mio padre portò a casa la sua sposa. La ragazza indossava un paio di splendide babbucce gialle che attirarono l’attenzione di tutti. Camminava così bene e spedita con quelle scarpe che nessuno si accorse che era zoppa”.
Il padre del protagonista ha trascorso parte delle sue giornate a fabbricare a mano scarpe per l’amata sposa, perché potesse sentirsi protetta e al sicuro.

Perché leggerlo?
Se avete voglia di farvi trasportare nel viaggio personale di un uomo e di un artista. È una storia malinconica, potrebbe scappare qualche lacrima.
La potenza narrativa travolge il lettore facendogli conoscere vite e mondi che fremono di essere ascoltati.






Kader Abdolah
Il sentiero delle babbucce gialle
Iperborea, 415 pp., 19,50 euro

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