Consigli di Lettura: “Sedici Parole” di Nava Ebrahimi

Nava Ebrahimi, 42nne giornalista finanziaria, ghostwriterm nel 2017 ha debuttato nel mondo della narrativa con un romanzo di raro pregio sensibile e intimo.
Grazie a Keller Editore, Sedici Parole è arrivato nelle librerie italiane.

Sedici Parole. Sedici Capitoli.

Sedici parole che Mona, la protagonista, trasferitasi (come l’autrice) da piccolina in Germina, dall’Iran, a un certo punto della sua vita ha sentito l’urgenza di tradurre per (ri)trovare le sue radici e proseguire con la sua vita, riaprire un capitolo del suo passato per leggere il suo futuro.
Queste sedici parole le risuonano nella testa dall’infanzia.

Dopo la morte della nonna, Mona, che vive con la madre a Colonia, da
quando era bambina, decide di tornare in Iran per un ultimo saluto a quella donna testarda, stravagante, con la battuta sempre pronta – e spesso inappropriata – sulle labbra.

Per lavoro, era già tornata in quel paese lontano e reso sempre più ignoto dalla distanza; questo viaggio è diverso, perché la morte della nonna porta a galla ricordi e immerge (Mona) dentro tradizioni che fatica ad afferrare. Non vede l’ora di tornare in Germania, eppure c’è qualcosa che la trattiene.

L’incontro con un vecchio amore e un viaggio a Bam – l’antica città che dopo un disastroso terremoto è solo il fantasma di ciò che era un tempo – scuotono la protagonista da una forma di torpore, o di routine. Quella visita si trasforma in un confronto inatteso con le proprie origini e la storia di famiglia, con segreti di cui è sempre stata all’oscuro.
Attraverso la riscoperta di 16 parole che si porta dietro e, inconsapevolmente dentro, dall’infanzia – parole che ha sempre sentito pronunciare soprattutto dalla nonna, Mona cammina tra infanzia ed età adulta, per costruire un ponte tra l’Iran e la Germania.

Sedici Parole è un romanzo profondo, intelligente, scritto molto bene, che parla di donne, tradizioni e integrazione.

Perché leggerlo: immergersi in storie di vita e conoscere altre culture è sempre un privilegio.