Consigli di Lettura: “La Disciplina di Penelope” di Gianrico Carofiglio

Penelope Spada è stata un Pubblico Ministero. Rispettata, arguta, indefessa. Non sappiamo cosa sia successo. Tra le righe possiamo immaginare che per un “fattaccio” abbia pagato per tutti.


È sfuggente, solitaria, sbrigativa e risoluta. La conosciamo dopo una notte “d’amore” con un tizio di cui nemmeno ricorda il nome. Si riveste, esce. Ha un appuntamento nel suo “ufficio”, il retro di un bar, con un uomo, un agente immobiliare.

No, non è per comprare o vendere una casa. È stato Filippo Zanardi, segugio di cronaca del Corriere a indirizzare Mario Rossi, uomo comune come il nome, verso Penelope perché faccia luce dove la Polizia non è riuscita: l’omicidio della moglie, avvenuto un anno prima.

Penelope Spada tolta la toga da PM non è diventata un investigatore privato, non ha la licenza. Trascorre le sue giornate allenandosi, fumando, bevendo troppo e mangiando solo cibi sani.
Non vuole accettare il caso, lo dice chiaramente. Dubita che lei da sola, senza mezzi, possa fiutare qualche indizio che la Polizia non ha trovato.
Ma la scintilla in lei non si è spenta. Le ricerche, le indagini, la giustizia sono intessute tra i suoi nervi, nonstante tutto.
Con l’aiuto di un poliziotto e con l’esperienza che si è fatta sul campo, inizia a costruire ipotesi, smantellare tesi fino a trovare il colpevole.

Si legge tutto d’un fiato il nuovo romanzo giallo di Gianrico Carofiglio che regala si suoi lettori un nuovo avvincente personaggio.

Ambientato a Milano, con una linea narrativa piacevole e dal ritmo fluido, La disciplina di Penelope crea una nuova (anti)eroina della letteratura, libera e profonda, di cui già alle ultime pagine si sente la mancanza.