Consigli di Lettura: “Storia di Shuggie Bain” di Douglas Stuart

Storia di Shuggie Bain è un esordio nel mondo della Letteratura.
L’autore, Douglas Stuart, ha ricevuto il Booker Prize 2020, il più importante premio letterario in lingua inglese per il suo romanzo.

Siamo nella Glasgow degli anni 80, tra miniere in chiusura e povertà mentre il governo di Margaret Thatcher procede brutale senza guardarsi indietro.
Ci sono storie claustrofobiche, ben scritte per carità, che gravano sul cuore del lettore.

Ci sono storie grevi, tristi per povertà e ambiente descritti, ma con una scrittura che vive, che prende forma da ogni parola, fatta di semplicità limpida e aggettivi scrupolosi da impedire al lettore di staccarsene o essere indifferente.

Storia di Shuggie Bain rientra in questa seconda categoria. Stiamo parlando di un romanzo di 528 pagine pulsanti e scorrevoli nel loro essere cupe e strazianti, ardenti nell’animo di chi legge.

Il romanzo tocca velocemente il 1992: conosciamo il protagonista; Shuggie, non ancora maggiorenne, vive in un monolocale con il bagno in comune; lavora nella gastronomia di un supermercato, sogna di iscriversi alla scuola per parrucchieri. È un ragazzo a modo in un mondo senza scrupoli.
Stuart, dopo aver presentato Shuggie, torna indietro nel 1981 per raccontare la sua storia: Agnes, una madre che somiglia a Liz Taylor, alcolizzata da mattina a sera; una sorellastra che riesce forse a salvarsi; un fratellastro vittima di una famiglia e di un sistema che gli hanno tarpato le ali.

Shuggie, figlio di un tassista che non ha premure in generale, figurarsi a piantare Agnes in una casa di muffa e umidità nel bel mezzo del nulla, e di una donna incapace di prendersi cura di sé stessa, figurarsi dei figli, è sempre stato considerato un bambino strano.
Strano per il linguaggio educato e un po’ snob; strano per i suoi atteggiamenti femminili; strano per la sua pacatezza d’animo. Si è sempre fatto carico della madre: dal pulirle il vomito a farle trovare la cura dopo la sbronza, sacrificando tutto.
I figli dei minatori lo prendono di mira perché gay, gli adulti lo rimproverano e ne sono infastiditi, e lui finisce per convincersi che se farà del suo meglio per essere “normale” potrà aiutare Agnes a fuggire da questa città senza più speranza. Shuggie e Agnes si ritrovano entrambi messi ai margini: lei ostracizzata dalle altre donne e usata dagli uomini, lui vittima del bullismo e del machismo. Ma la storia al centro del romanzo, oltre a essere il ritratto indimenticabile di una città, di una famiglia e di una donna in difficoltà, è soprattutto una struggente, straordinaria storia d’amore, di quel sentimento fortissimo che solo un figlio può nutrire.

Storia di Shuggie Bain è un romanzo feroce e adorabile sulla lotta quotidiana per il proprio posto nel mondo.