Consigli di Lettura: “Fiabe per Adulti Consenzienti” di Guido Catalano

Durante il Torino Film Festival del 2016 ho conosciuto Guido Catalano, rock star mancata, e poeta professionista vivente; era il protagonista di un film nella Sezione Festa Mobile, “Sono Guido e non guido”, un mockumentary (finto documentario) esilarante. Neanche a dirlo, sono diventata una sua grandissima fan.

Se vi capita – appena i teatri torneranno ad alzare i sipari e scaldare l’anima – andate a una delle sue letture di poesie, tornerete a casa con gli occhi scintillanti e il cuore che ride. In libreria potete trovare le sue raccolte di poesie (ne cito una per tutte “Ogni volta che mi baci muore un nazista”) e i suoi due romanzi: scoprirete un mondo di parole meraviglioso, ironico, surreale ma con una vena malinconica e un’impronta romantica da rendere la lettura una profonda e struggente esperienza di vita, un viaggio nelle emozioni umane.

Catalano si è ora cimentato con un genere inedito per lui: “Fiabe per adulti consenzienti” (ed. Rizzoli). Parliamoci chiaro: “per sempre” non esiste ed è decisamente più credibile un “e vissero, per un po’, abbastanza felici e contenti”.

Attraverso le originali illustrazioni di Marco Cazzato, Guido Catalano con “iperrealismo fiabesco” si prende una vacanza dalla realtà per trovare uno stratagemma, quando ci sembra di essere in balia degli eventi, orchi e paure: “l’importante è saper ridere, anche senza lieto fine”.