L’Associazione

La “Associazione Vecchia Alassio”, acronimo A.V.A., è un’associazione culturale Alassina per la tutela della parlata, della storia e delle tradizioni locali.

La sede dell’Associazione Vecchia Alassio, in Via XX Settembre, 7

La sua sede si trova in Via XX Settembre 7, nel cuore storico di Alassio, a due passi dal Molo, dal Caffè Balzola e dalla Parrocchia Collegiata di Sant’Ambrogio.
Qui si trova anche la Sala Giovanni Carletti, che ospita mostre, conferenze ed eventi di pubblico interesse.

L’Associazione Vecchia Alassio deve la sua esistenza all’incontro tra due personalità alassine: Mario Richero, maestro elementare di grande cultura e passione per Alassio, ed Antonio Carossino, impiegato comunale con una grande passione per la storia, soprattutto della sua cara Alassio.
Da un loro incontro, nel 1960, nacque l’idea di creare un’associazione culturale per la tutela della parlata, della storia e delle tradizioni locali.
Richero e Carossino coinvolsero nel loro progetto Antonio Freghetti ed il conte Mario Scofferi i quali allargarono a loro volta l’invito ad altre personalità alassine.
Fu necessario circa un anno di discussioni per arrivare al dunque, quando prevalse la volontà di fondare una associazione culturale apolitica contro la proposta di un “partito” schierato.
Finalmente il 4 gennaio 1961, nel salone di casa Scofferi – di cui in fotografia si può apprezzare lo splendido pavimento intarsiato in ardesia e marmo – di fronte al notaio Airaldi venne costituita l’Associazione Vecchia Alassio.

La foto di gruppo dei fondatori dell'AVA - 4 gennaio 1961

Da quell’epoca e fino ad oggi l’A.V.A. ha contribuito alla vita ed alla cultura cittadina con moralità ed impegno.
Generazioni di alassini si sono succeduti nel portare avanti le tradizioni e gli scopi dell’Associazione.
Qui si può visionare lo storico del Consiglio Direttivo dell’A.V.A. ed il suo statuto.

Giovanni Carletti

Giovanni Carletti, al quale è intitolata la sala che ospita mostre ed avvenimenti, era il proprietario del locale nel quale il padre del socio fondatore Maestro Mario Richero svolgeva la sua attività di fabbro ferraio.
Nel 1969 il padre del maestro Richero smise di esercitare la sua attività, e Carletti, piemontese innamorato di Alassio, concesse al figlio del fabbro ed all’Associazione Vecchia Alassio di utilizzare l’ex-officina a titolo gratuito.
L’A.V.A. a proprie spese restaurò il locale e realizzò nel cortile annesso alla sala un’altra stanza ad uso segreteria, ed i servizi igienici.
La generosità del dottor Carletti durò fino al 1976, quando gli eredi, divenuti proprietari per successione, misero in vendita il locale.
L’allora presidente Luciano Quartara propose di acquistare la sede dagli eredi Carletti, finanziando l’acquisto con la generosa sottoscrizione di soci e simpatizzanti.
Attraverso le pagine de L’Alassino venne lanciata la campagna, che ebbe un successo ampio ed insperato e permise all’associazione l’acquisto della sala.

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